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La Chiesa Parrocchiale di S. Martino Sec. XVII-XVIII

L’attuale edificio sacro dedicato come la primitiva chiesetta del paese a S. Martino vescovo di Tours, in relazione all’esistenza in loco già nei secoli dell’alto Medioevo di una comunità di coloni del monastero bresciano di Santa Giulia, è edificato nella seconda metà del Seicento.

La Chiesa Parrocchiale di S. Martino Sec. XVII-XVIII

 Una relazione del 1674, firmata dal parroco del tempo informa che La chiesa parrocchiale è stata consacrata l’anno 1674 alli 9 settembre E’ eretta con navata unica e due cappelle laterali che nel 1755 risultano dedicate rispettivamente alla Madonna e a S. Pietro, martire domenicano e chiuse da leggiadri cancelli di ferro lavorato a Rabeschi e ornato d’abbellimenti di ottone Il campanile di pietra viva e adorno di doppie cornici porta tre campane. Nella seconda metà del Settecento la chiesa è restaurata e dotata di un nuovo portale maggiore recante la data 1779. Il 29 marzo 1793 la “curazia” di Magno ottiene la piena e totale indipendenza dalla pieve d' Inzino, dalla quale si era già separata nel 1646. Importanti lavori di ripristino e abbellimento si compiono nel 1909 con la posa di un nuovo pavimento e nel 1922 per opera di Giuseppe Ronchi che dipinge sei medaglioni. Dal 1953 al 1957 è rifatto il tetto della chiesa, la ditta Papis rinnova il pavimento posandolo in mosaico. Sono collocate sul presbiterio nuove balaustre, si dota l’organo di un impianto elettrico mentre Gabriel Gatti e Giovanni Trainini affrescano il tempio.

 

La chiesa è dotata di valide opere d’intaglio fra le quali meritano uno specifico accenno il pulpito, ornato dalle statue degli evangelisti e della Madonna e da quelle di un angelo portacroce. E’ attribuito da alcuni studiosi a Pietro e da altri a Carlo Dossena, artisti del secolo XVIII che si richiamano alla scuola dei Fantoni. Le due soase degli altari di S. Pietro Martire e della Madonna sono invece assegnate a Gaspare Bianchi di Lumezzane, del quale si hanno notizie dal 1670 al 1687. L’opera lignea più importante e interessante è comunque rappresentata da una Madonna orante con il Bambino datata 1526 e attribuita a Clemente Zamara da Chiari, sistemata sopra l’altare omonimo. Fra le tele e pale d’altare degne di nota sono una Madonna del Rosario con i SS. Caterina e Domenico firmata da Pietro Scalvini, una Madonna con il Bambino ei SS. Pietro Martire e Antonio da Padova firmata da Pompeo Ghitti cui si deve anche la pala dell’altare maggiore raffigurante il patrono S. Martino che resuscita un fanciullo. Interessanti una Madonna con il Bambino e S. Gaetano da Tiene e la Morte di Andrea da Avellino.

Citta' di Gardone Valtrompia 2019-04-21
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